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Onore alla Dea, Signora dai molti nomi, a Demetra, l’incommensurabile e alla Vergine



Di Karen Lynd Cushen

 

Prendete, Mangiate
Questo è il Mio Corpo
Che Entrerà in Voi
E VI renderà Completi

Prendete, Bevete, Questo
È il Mio Sangue, la Coppa
Che era vuota si Riempirà
Di nuovo

Dea del raccolto,
Tu che ci doni i Tuoi frutti per la gioia del ritorno di Tua Figlia,
Nutrici, anche quando inaridisci la terra alla partenza Di Tua Figlia

La terra si squarcia,
e Persefone la Vergine il Cui nome non può essere proferito,
viene inghiottita dalla terra dei morti.
Lei tornerà di nuovo,
e al Suo passare i fiori e il grano nasceranno ancora,
e porterà con Sé
i ricordi oscuri del luogo da dove ritorna.
Demetra,
così vicina ai nostri dolori,
perché ogni anno osserviamo la Tua stessa pena,
che devasta tutta la terra
e Tua Figlia,
Vicina a noi nell’ora della nostra morte,
poiché ogni anno la morte La reclama a sé,
Ma noi abbiamo la speranza , perché ci ricordiamo
Persefone che sana le Sue ferite ogni volta che ritorna,
e Tu con Lei, insieme risorgete.

Demetra Madre,
Noi che giacevamo sul Tuo grembo.
E abbiamo dormito nelle Tue braccia, Ti onoriamo.
Consacraci, e durante la notte
Racchiudici nel Tuo cuore rosso e infuocato;
non esisteremo,
e non lasceremo che nessuno
ci porti via da quel focolare.
Rinforzaci con calore indicibile,
e raffreddaci lentamente,
per poter tornare flessibili
e sempreverdi in primavera.

Noi che siamo il Tuo grano sacro,
non ti onoriamo con sacrifici cruenti,
ma arando, affondando i nostri piedi nelle terra e
spargendo i Tuoi semi;
e con i passi di Tua Figlia che ritorna
raccogliamo ciò che abbiamo seminato.
Noi, il terreno da trebbiare,
la Terra della Tua Essenza,
dove ti ergi sorridendo, con covoni di grano e
papaveri tra le mani,
e osservi la separazione del grano.

Nel tepore mattutino ci svegliamo,
con la gola che brucia per la sete di bere
della coppa di Eleusi
l’aria fresca della mietitrice,
Le nostre membra anelano di ondeggiare
Nuovamente nel vento,
seguendo le Tue danze ancestrali.

Nei nostri sogni, nei nostri miti, nelle nostre favole,
in quei ghetti in cui il Tuo ricordo sopravvive,
contempliamo le Spighe di Grano,
riconosciamo il canto che Tu intonavi,
il Canto del Corpo Sacro,
il Tuo e i Nostri,
e ti onoriamo, Signora dai Molti Nomi,
Vergine e Dea Incommensurabile

CURRENT MOON

 

 

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