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Yule

 

yule

 

Yule 20-22 dicembre

 

Divinità – Horo, Iside, Osiride

 

Colori : rosso, verde e bianco

Viene celebrato nel primo giorno di inverno. Le giornate si allungano e il Sole torna a baciarci con i suoi luminosi raggi. La notte del solstizio invernale è la notte più lunga dell'anno. L'oscurità trionfa, e già prepara il cammino e si trasforma in luce. Il respiro della natura è sospeso. Tutto aspetta nel calderone, Il Re Oscuro si trasforma nella luce infante. Yule è il solstizio invernale. E' il momento in cui le ore del giorno sono le più brevi dell'anno, e ovviamente, vi è la notte più lunga. La Dea da vita al Dio, rappresentando la rinascita della luce. E' il momento dell'anno in cui gli spiriti della Terra (e dei boschi) sono spinti a riposare, per prepararsi al lavoro che ci sarà nel ridare alla Terra i nuovi boccioli di vita, con la Primavera. Mentre l'anno volge al termine, le notti si allungano e le ore di luce sono sempre più brevi, fino al giorno del Solstizio invernale, il 21 dicembre. II respiro della natura è sospeso, nell'attesa di una trasformazione, e il tempo stesso pare fermarsi. E' uno dei momenti di passaggio dell'anno, forse il piö drammatico e paradossale: l'oscuritá regna sovrana, ma nel momento del suo trionfo cede alla luce che, lentamente, inizia a prevalere sulle brume invernali.

 

La parola Yule si crede derivi dalla parola scandinava o anglosassone "Iul", o addirittura dal norvegese "jul" che significa "ruota", quindi una data che segna il punto definitivo nella Ruota dell'Anno.

Inoltre Jolfoor (padre di Yule) e Jolnir (Yule) sono nomi di Odino. Alcuni credono che in realtà Odino fosse colui che desse i regali. Prima che Babbo Natale diventasse popolare nell'epoca vittoriana come un elfo grasso e felice, era mostrato alto e longilineo, con un lungo vestito nero, invece che rosso e bianco. Le prime legende raccontano che Babbo Natale guidasse un cavallo bianco, non una slitta piena di renne. Questo ci ricorda per l'appunto Odino e Sleipner. Il vecchio "Babbo" era anche una figura molto particolare, a tratti terrorizzante, soprattutto per le persone cattive e con intenti poco onorevoli.

 

Gli antichi Greci festeggiavano una celebrazione simile per assistere il Dio Cronos in battaglia contro Zeus e i Titani. I Romani invece festeggiavano il Dio Saturno. La festa difatti si chiamava Saturnalia e iniziava a metà dicembre per finire il primo di Gennaio. Si era soliti dire "Jo Saturnalia" quando ci si incontrava mascherati per le strade e si utilizzava queste giornate per fare grossi e lauti pranzi, andare a trovare gli amici e parenti e per scambiarsi dei regali di buona fortuna chiamati Strenae (da qui la tradizione delle strenne natalizie). Decoravano le loro case con ghirlande di alloro e sui sempreverdi venivano accese candele. Gli schiavi venivano resi liberi.

Celebrazioni venivano tenute in onore degli spiriti dei boschi. Gli alberi venivano portati nelle case e decorati con campanelle, candele e con nastrini dai colori brillanti per attrarre gli spiriti. Pane, frutta e noci venivano appesi sui rami per dare cibo agli stessi. Canti di gruppo erano anche un modo per guidare gli spiriti al rifugio delle case e i ceppi venivano accesi per dare calore.

Questa festa è stata adattata dalla tradizione Pagana nella celebrazione più famosa del Natale.

 

I Sassoni celebravano Modranect il 24-25 Dicembre. Significa la notte della Madre. Era la celebrazione della nascita del sole per il solstizio d'inverno. Il giorno che seguiva la notte della Madre era per festeggiare la Dea.

 

 

Yule coincide con la celebrazione del Natale. Questo Sabbat rappresenta la rinascita della luce, nella notte più lunga dell'anno, la Dea da alla luce il Sole Bambino e aspetta la nuova luce.

Le genti dell'antichitá, che si consideravano parte del grande cerchio della vita, ritenevano che ogni loro azione, anche la piö piccola, potesse influenzare i grandi cicli del cosmo. Così si celebravano riti per assicurare la rigenerazione del sole e si accendevano falž per sostenerne la forza e per incoraggiarne, tramite la cosiddetta "magia simpatica" la rinascita e la ripresa della sua marcia trionfale

 

 

Il solstizio invernale è stato spesso associato alla nascita del " Re Divino", molto prima della nascita del cristianesimo. Yule è la rinascita, il ritorno della speranza e della vita. Non ha mai cambiato il suo significato nel tempo. Del resto Yule e Natale non sono poi così diversi. Entrambi celebrano l'arrivo del Dio/Sole, così come Cristo è stato chiamato, la luce del mondo.

La tradizione cristiana dell'albero di Natale ha le sue origini nella celebrazione pagana di Yule. Famiglie pagane portavano un albero in casa così che gli spiriti dei boschi avrebbero avuto un posto dove restar caldi nei mesi invernali. Campanelle erano appese ai rami così che si poteva riconoscere quando uno spirito era presente. Il cibo era appeso per farli mangiare e una stella a cinque punti, il pentagramma, simbolo dei 5 elementi, era messo a capo dell'albero. I colori della stagione, rosso e verde, sono anche di origine pagana, così come l'abitudine di scambiarsi i regali. Così come gli alberi da frutta, anche i sempreverdi sono un elemento fondamentale delle celebrazioni del solstizio invernale. L'albero sempreverde, che mantiene le sue foglie tutto l'anno, è un ovvio simbolo della persistenza della vita anche attraverso il freddo e l'oscurità dell'inverno. La birra e il pane venivano offerti agli alberi in Scandinavia. L'albero di Yule rappresentava la fortuna per una famiglia così come un simbolo della fertilità dell'anno che sarebbe arrivato.

 

Come festa del sole, Yule è celebrato attraverso il fuoco e l'uso di un ceppo. Un pezzo del ceppo è salvato e tenuto durante l'anno per proteggere la casa. Questa antica tradizione di matrice inglese era fatta con un ceppo di Quercia che era tagliato, decorato con aghi di pino e pigne e quindi bruciato nel caminetto per simbolizzare il sole che ritorna.

 

Yule, o Farlas, è insieme festa di morte, trasformazione e rinascita. Il Re Oscuro, il Vecchio Sole, muore e si trasforma nel Sole Bambino che rinasce dall'utero della Dea: all'alba la Grande Madre Terra dá alla luce il Sole Dio.

La Dea è la vita dentro la morte, perche' anche se ora À regina del gelo e dell'oscurità, mette al mondo il Figlio della Promessa, il Sole suo amante, che la rifeconderá riportando calore e luce al suo regno. Anche se i più freddi giorni dell'inverno ancora devono venire, sappiamo che con la rinascita del sole la primavera ritorna.

 

E' una festa molto antica che speso viene interpretata, nonostante le sue origini sian ben più remote, come una sorta di rivisitazione del Natale cristiano. In questa giornata vengono acceso fuochi e candele per celebrare la rinascita del Dio; la festività simboleggia la rinascita continua e l'evoluzione della vita. Viene celebrata all'alba, il momento in cui sorge il Sole. In questo periodo si conservono le decorazioni che verranno bruciate, come simbolo di cambiamento , a Imbolc. La tradizione colloca in questa data la battaglia tra il Re dell'Agrifoglio (simbolo dell'oscurità e della Vecchiaia) e il Re della Quercia (simbolo della Luce e della Giovinezza) terminata con l'uccisione del primo. In questo combattimento viene ben rappresentato il passaggio dal vecchio al nuovo. Una delle tradizioni del giorni è quella di ripulire la casa da tutte le Energie vecchie e negative con una scopa di saggina che poi verrà bruciata. Il momento è particolarmente indicato per intraprendere ogni sorta di inizio.

Il Rituale

 

Si adorna l'altare con sempreverdi come pino, rosmarino, alloro, ginepro e cedro, che si possono usare anche per segnare il Circolo delle Pietre. Sull'altare si possono anche mettere delle foglie secche .

 

Il calderone, sistemato sull'altare (o messo di fronte se è troppo grande) su di una base a prova di calore, dovrebbe essere riempito con un liquido infiammabile (alcol), oppure si può mettere al suo interno una candela rossa. Nei rituali all'aperto, è meglio accendere un fuoco durante il rituale.

 

Dopo aver sistemato l'altare tracciato il cerchio invocate le Divinità dichiarando le intenzioni del cerchio :

 

Questa è la notte più lunga. Il sole ritorna, nato dal buio e nutrito dal ventre della Grande Dea. Il signore della morte è il signore della rinascita, e l'oscurità ora lascia spazio alla luce ogni giorno di più. In questa notte ricordiamo che l'oscurità non è vuota, non fa paura. E' il potenziale infinito dal quale la luce è nata. In questa notte, esprimiamo la nostra gioia per i sogni che abbiamo trovato nel tempo del sogno e che ora ci appaiono davanti. In questa notte, accendiamo la luce della speranza, perchè la luce ritorna, e con essa la nuova vita.

 

Mettetevi in piedi di fronte al calderone e guardate dentro. Dite queste parole, o qualcosa di simile:

 

Io non soffro, anche se il mondo è avvolto dal sonno.

Io non soffro, anche se i venti ghiacciati fischiano.

Io non soffro, anche se la neve cade dura e profonda.

Io non soffro; anche questo presto passerà.

 

Ora va accesso il fuoco o la candela da mettere nel calderone dicendo :

 

Io accendo questo fuoco in Tuo onore, Madre Dea.

Tu hai creato la vita dalla morte; il calore dal freddo;

Il Sole rivive ancora; il tempo della luce aumenta.

Benvenuto, Dio del Sole che fai sempre ritorno!

Salve, Madre di Tutto

 

Dopo di che cominciate a girare in tondo attorno al altare , lentamente in senso orario osservando le fiamme e cantando :

 

Gira, gira, la ruota gira

Attorno gira e gira ancora.

La fiamma che era spenta, adesso risplende.

Attorno gira e gira ancora.

Torna, torna, alla vita ritorna.

Attorno gira e gira ancora.

Benvenuta luce solare; addio agli sforzi.

Attorno gira e gira ancora

Il Signore Sole muore; il Signore Sole vive

Attorno gira e gira ancora

La Morte apre le mani e nuova vita elargisce

Attorno gira e gira ancora

Gira, gira, la ruota gira

La fiamma che era spenta, adesso risplende

Attorno gira e gira ancora

 

Dopo un po' fermatevi ed alzatevi in piedi ancora di fronte all'altare ed al calderone in fiamme. Dite:

 

Grande Dio del Sole,

Io do il benvenuto al Tuo ritorno.

Possa Tu splendere luminoso sulla Dea;

Possa Tu splendere luminoso sulla Terra,

Spargendo semi e fertilizzando il terreno.

Tutte le benedizioni a Te,

Sole rinato!

 

Ora sentite il Dio dentro do voi e dite :

 

Nell'oscurità profondo, sono caduto e la morte ho conosciuto

Eppure di polvere di stelle ero fatto

Sulla coda di una cometa

Ho squarciato l'oscurità vellutata di luce infinita

Splendente di gloria, la vita ho riacquistato,

per iniziare di nuovo il perenne ciclo di osservazione

che sempre mi porta attraverso la morte

e la rinascita

Insieme a nostra Signora

affronto il vento

sapendo che sulle ali del tempo noi voliamo,

attraverso mondi infiniti, per sempre uniti

 

Ora volendo si può svolgere qualche lavoro magico, dopo di che si celebra il banchetto semplice e infine si rilascia il cerchio

 

 

Tradizione :

 

Una pratica tradizionale di Yule è la creazione di un albero di Yule. Può essere un albero vivo piantato in vaso, che poi si può piantare nel terreno, o un albero tagliato. Mele, arance e limoni che pendono dai rami, sono decorazioni straordinariamente belle, naturali, ed erano tradizionali in tempi antichi.

 

Molti si divertono con l'usanza di accendere il ceppo di Yule. Questa è una rappresentazione grafica della rinascita del Dio nel sacro fuoco della Dea Madre. Se decidete di bruciarne uno, scegliete un ceppo appropriato. (tradizionalmente di quercia o pino). Si incide o disegna su di esso una figurina del Sole (come un disco con i raggi) o del Dio (un cerchio con le corna o la figura di un uomo), con coltello con il manico bianco, e gli si da fuoco in un caminetto al tramonto di Yule. Mentre il ceppo brucia, si visualizza il Sole che splende in esso e si pensa ai giorni più caldi che verranno.

 

 

Per quanto riguarda il cibo, le portate tradizionali sono noci, frutta come mele e pere, dolci bagnati col sidro, e (per chi non è vegetariano) maiale. Per il Banchetto Semplice o per i pasti di Yule, le bevande adatte sono il wassil, lambswool [nomi di ricette di punch caldi ], tè di ibisco o zenzero.

 

 

 

CURRENT MOON

 

 

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